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Allevamento Ornitologico Amatoriale Eos di Francesco Stuppello

Si può distinguere il sesso negli organetti giovani?

Organetto Scuro

In tanti anni di allevamento nell'organetto, spesso mi è stata posta la domanda su quale sia il metodo più sicuro per distinguere un giovane organetto maschio da giovane una femmina.

A mio avviso non c’è una differenza evidente tra due giovani organetti di sesso diverso, ci sono sicuramente tanti fattori che possono indurre a supporre che un soggetto sia femmina piuttosto che maschio, ma restano pur sempre supposizioni che a volte centrano il risultato, ma ricordiamoci che in ogni caso abbiamo sempre il 50% di possibilità di indovinare, non per questo possiamo ritenere il nostro metodo sicuro, perché sicuro è il metodo che non fallisce mai, in nessun caso, 100 su 100.

Dal 2002 ad oggi di teorie ne ho sentite tante, ma veramente tante, alcune anche sensate, ma sicure nel distinguere il sesso negli organetti senza possibilità di errore non mi è ancora capitata.

Molti sono i guru che si vantano, a loro dire, di non aver mai fatto errore, ma poi, puntualmente senti le lamentele degli allevatori che arrivano a primavera con "coppie" formate da soggetti dello stesso sesso.

Tra le teorie più gettonate c’è quella delle vergature laterali, segue quella della calottina rossa più estesa nei maschi e meno nelle femmine, ancora quella dell’espressione lipocromica del rosso più accesa nel maschio, o quella del quantitativo feomelanico maggiore nelle femmine e infine quella della taglia maggiore nei soggetti di sesso maschile, ovviamente, non finiscono qui.
Tutte teorie valide fino a prova contraria, tutte testate con tanta speranza e tutte risultate non attendibili al 100%… Purtroppo!

Perché tutte le teorie su descritte non sono attendibili?

Primo caso, l’intensità del rosso. L’organetto, come tutti sappiamo, va colorato artificialmente, diversamente non esprime il classico colore rosso carminio della natura, questo implica l’ausilio di coloranti artificiali che si manifestano in base al grado di assunzione dell’animale e poiché in gara un organetto deve avere la calottina rossa ed il becco giallo, non si può eccedere nella colorazione, pena la colorazione arancio nel becco e la conseguente penalizzazione nella chiamata colore della scheda di giudizio, e con essa addio sogni di gloria e di coccarde! La tonalità rosso cremisi espressa in natura, quasi mai si raggiunge in allevamento senza alterare il colore del becco, e questo implica anche una non perfetta intensità della colorazione che di conseguenza non può garantire una distinzione sicura dei sessi.

Secondo caso, la dimensione dei soggetti. Questa teoria non è attendibile poiché la dimensione dipende anche dalla selezione, dall’ibridazione tra sottospecie (metodo errato), dalla nutrizione ricevuta durante lo stato di pullus e molti altri fattori. Un organetto, come qualsiasi altro animale, risulterà più robusto se ben nutrito durante la fase di svezzamento, rispetto ad un suo fratello mal nutrito della stessa età, così come un meticcio di flammea o ancora peggio di rostrata, risulterà più grosso di un cabaret puro.

Terzo caso, l'estensione della calottina. Quando mi fu illustrata questa ipotesi, tra le tante, mi era sembrata quella più sensata, un po' come avviene con la maschera del cardellino. Purtroppo, anche questa ipotesi è risultata non attendibile, poiché su diverse decine di organetti osservati, molte femmine avevano la calotta più estesa dei maschi.

Quarto caso, la maggiore quantità feomelanica nelle femmine. Questa teoria è una giusta intuizione, soprattutto in alcune mutazioni come la pastello nero bruno, ma non da certezza al 100%, perché questa quantità è data anche dalla selezione. Un ottimo soggetto pastello nero bruno con la presenza di feo ridotta ai minimi termini sarà sicuramente maschio, molto difficilmente potremmo essere certi che un soggetto con molta feo sia sicuramente femmina, perché potrebbe essere anche un pessimo maschio.

A mio avviso, ad oggi, l’unico metodo che può dare delle certezze, anche se non al 100% è quello della leggera spiumatura del petto, tra tutti, il metodo più vecchio e più utilizzato. Infatti, togliendo alcune piumette dal petto e somministrando il colorante al soggetto, se ricrescendo si coloreranno di rosso, saremo quasi certamente di fronte ad un maschio, diversamente, se dovessero ricrescere chiare o rosate, la possibilità che sia femmina è molta alta, ma non è una certazza matematica.

L’unico metodo sicuro al 100%, almeno nelle mutazioni sesso legato è il fenotipo di nascita, ma questo sistema, purtroppo non è sempre applicabile e a volte se si ha la "fortuna” di avere un crossing-over inverso, si possono prende anche fischi per fiaschi.

In tanti anni, spesso ho rinunciato alla cessione di coppie di organetti non potendo garantire la certezza della coppia, diversi allevatori hanno preferito rivolgersi ad altri che la davano, ma spesso, gli stessi mi hanno richiamato in primavera chiedendo cessioni di maschi o femmine, poiché le loro coppie, non erano coppie.

Molti parlano di test e di risultati fatti, proponendo soluzioni sullo studio di due coppie, magari condotto in una sola stagione cove. Ricordate che, prima di formulare teorie, i test si fanno su molte decine di soggetti e in tanti anni di selezione, osservazione e allevamento, possibilmente collaborando tra allevatori.


Francesco Stuppello

Francesco Stuppello

Allevamento Ornitologico Amatoriale EOS | R.N.A. 24AR
Allevo lucherini testanera topazio, ancestrali e diluiti; canarini agata opale gialli e isabella opale gialli; canarini scotch gialli, bianchi e cinnamon; diamanti di Gould. Sono un allevatore F.O.I. dal 2002, socio all'A.O. Cosentina dal 2006, dell'Orniexpò dal 2014 e dello Scotch Canary Club Italiano dal 2017. Nel mio Palmares ho collezionato: 119 primi, 95 secondi, 28 terzi, 6 campioni razza e 11 premi speciali.
Nelle grandi competizioni ho conseguito: 2 medaglie ai Campionati del Mondo, 9 ai Campionati Italiani, 32 ai Campionati Regionali, 29 a Fringillia, 79 al Salone dei Fringillidi e 8 alle Mostre Internazionali.
Info 366.1385153 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | Acquappesa (CS)| Calabria - Italia

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