Allevamento Francesco Stuppello | Acquappesa (CS)

Cardellino Meridionale

Giovane Cardellino su una pianta di girasole

Tra i gioielli che solcano i cieli del sud Italia, un posto di eccellenza spetta al cardellino, il Carduelis carduelis tschusii, quello che tutti conoscono come cardellino meridionale.

Molti sono stati gli allevatori che si sono avvicinati all’allevamento degli indigeni dopo essersi imbattuti in un cardellino, e si sa, al fascino del cardellino nessuno sfugge, specie se il cardellino è un eccellenza di cromie variopinte, con "pennellate" dai colori caldi e saturi, proprio quelli che la natura ha donato a questa sottospecie.

La sottospecie Carduelis carduelis tschusii è tipica del meridione d’Italia e il suo areale è diffuso anche alla Sardegna, alla Corsica e alla Sicilia.
In Calabria è definito cardellino nostrano, poiché è il cardellino tipico della regione.
La sua classificazione è avvenuta nel 1902 ad opera dell’ornitologo Ettore Arrigoni degli Oddi.

La sua lunghezza media oscilla tra gli 11,5 e i 12 centimetri, mentre il suo peso non supera i 16 grammi. Queste ridotte dimensioni, fanno di questa sottospecie la più piccola tra i cardellini, insieme al Carduelis carduelis parva.

Come ogni cardellino, anche il cardellino meridionale è caratterizzato da un’ampia maschera rosso cremisi, elemento distintivo e superlativo che rendono il cardellino, un uccello del desiderio di ogni allevatore.
La maschera, come ben noto, è uno degli elementi più “consultati” per il riconoscimento del sesso, anche se non mancano le eccezioni; debordante oltre la linea dell’occhio nel maschio, sulla linea dell’occhio nella femmina, ma non è sempre così!
Il becco è corneo fiammato di scuro nella sua parte superiore, che solitamente, ma non sempre, diventa totalmente chiaro nel periodo degli amori.
Tra il becco e la maschera troviamo il mustacchio, nero nel maschio e bruno nella femmina.
Le copritrici auricolari sono chiare, un bianco sporco inquinato di bruno, così come tutte le altre parti chiare di questa sottospecie, in quanto la grande carica feomelanica che lo caratterizza fa in modo che non esistano zone di colore bianco candido su tutto il corpo.
Il dorso è bruno carico dalla tonalità calda e satura, e il mantello arriva fino all’attaccatura della croce nei soggetti migliori, eliminando completamente il collarino chiaro, che invece è sempre presente nelle sottospecie del nord, soprattutto nella Carduelis carduelis frigoris, ex C.c.Major.
Il vertice, l’occipite e la nuca sono interessati dalla classica croce nera, altro elemento distintivo del cardellino europeo; uniforme e corvina nei maschi, infiltrata di tonalità grigio-brunastre nelle femmine.
Le remiganti sono quelle tipiche della specie, nere con la barratura alare gialla e le classiche perlature, queste ultime, diversamente dagli altri, non si presentano candide, ma inquinate di bruno.
Le piccole copritrici mediane sono di colore nero-lucido nel maschio e bruno-grigiastro nella femmina.
Queste ultime, insieme alla maschera, il mustacchio e la croce, sono tra i quattro elementi che permettono la distinzione del sesso in un cardellino.
Come già visto per le copritrici auricolari, anche le copritrici caudali, il codione e il ventre si presentano chiari con forti infiltrazioni di bruno.
Il petto presenta il caratteristico fungo, molto carico di feomelanina e molto più marcato rispetto alle altre sottospecie.
I fianchi sono bruni.
Le timonieri sono nere con le classiche perlature inquinate di bruno, come già visto per le remiganti.
Le zampe sono carnicine.

Il ciclo riproduttivo avviene in primavera inoltrata, quando le composite maturano e il cibo abbonda.
Il nido viene costruito a coppa, in modo magistrale e curato, con erba secca e muschio, mentre l’interno è foderato con lanuggini e pelo animale, un’opera pressoché perfetta che ben si mimetizza con l’ambiente circostante. Un nido di cardellino meridionale è qualcosa di stupendo nell'arte della costruzione degli uccelli.
Come punto di costruzione la coppia sceglie generalmente un ramo posto a diversi metri d’altezza, con predilezioni verso le conifere, soprattutto i cipressi, ma può scegliere anche altre piante, come gli ulivi, e non sono disdegnate nemmeno le querce o gli alberi da frutta. Contrariamente a quanto si pensa, non sempre è una biforcazione di due o più rami ad essere scelta, come fanno diversi altri uccelli che si limitano ad intrecciare il materiale da costruzione, ma capita che il nido sia stato costruito, di sana pianta, su un solo ramo e questa tecnica permette una maggiore mimetizzazione per i predatori terrestri, che non riescono a vedere da terra il nido.
L'incubazione dura circa dodici giorni e solitamente le uova deposte sono cinque, ma non sono rari i nidi con quattro o sei uova. Ad occuparsi della cova è la sola femmina, mentre entrambi i genitori si occupano della crescita dei nidiacei. Lo svezzamento avviene intorno al trentacinquesimo giorno di vita.
Ogni coppia porta a termine solitamente due nidiate, ma quando il clima e soprattutto la reperibilità del cibo lo consente, si va avanti fino alla terza nidiata.

Il Carduelis carduelis tschusii è una sottospecie migratoria, che in inverno si sposta verso sud, difatti non è frequente incontrare esemplari durante la “brutta” stagione. In primavera, di rientro per la stagione degli amori, è facile scorgerli in piroettanti voli o ascoltare il canto dei maschi, anche se negli ultimi decenni, la popolazione dei cardellini, come quella dei fringillidi in genere, si è ridotta e non di poco. Forse tra le probabili cause a cui imputare questo calo della popolazione, ci sia l’aumento in modo esponenziale della popolazione delle ghiandaie e della gazze, note predatrici dei nidi dei fringillidi o dei piccoli passeriformi in genere, e anche l’uso di antiparassitari per agricoltura, che avvelenano anche i malcapitati uccelli.
L’estate è la stagione dei novelli, definiti nel mio vernacolo “capu ianca”, vale a dire testa bianca, che scorazzano tra i campi incolti e/o coltivati, alla ricerca di capolini di composite, abbondanti in questo periodo dell'anno, specie quelli dei cardi e delle cicorie, ma anche le graminacee ed altre erbe spontanee a loro gradite.
L’autunno è la stagione in cui novelli ed adulti si raduna in folti gruppi, per poi iniziare la migrazione verso sud in ottobre e, soprattutto nei luoghi di passo, è possibile ammirare vari gruppi di questi spettacolari uccelli, che alle porte della “brutta” stagione, lasciano le terre del sud Italia per dirigersi verso l'Africa in cerca dei luoghi che li ospiteranno durante tutto l’inverno.

Come precedentemente illustrato, l’alimentazione principale è composta da capolini, semi di composite e da semi di graminacee, ma anche da ortaggi e frutti coltivati, nonché piccole prede allo stato larvale e afidi, quest’ultime soprattutto durante i primi giorni di vita dei nidiacei.
Molto graditi risultano essere i vari tipi di cardi, la cicoria, il tarassaco, la gramigna, l’erba cardellina, il centocchio, la borsa di pastore, l’erba mazzolina, la bella di notte, il girasole e tante altre varietà di semi e frutta disponibili, in primavera ed in estate.

Un tempo, su ogni davanzale di una casa era posta un gabbietta al cui interno era presente un maschio di cardellino. Da sempre è stato un uccello apprezzato per la sua bellezza e per le sue estreme doti canore, anche più del canarino, anzi per coloro che amano il canto e si cimentano nell’ibridazione, un buon ibrido di cardellino per canarina, l'incardellato come diciamo noi, deve avere solo note di cardellino, un solo verso da canarino fa dell’ibrido un pessimo cantore.
In pratica, da sempre questo uccello è stato presente nella quotidianità e nella cultura della gente dell'Italia del Sud, che lo hanno sempre visto come il re dei fringillidi, per grazia, bellezza, armonia e canto.

Importante! Il Cardellino in Italia è incluso nell’elenco delle specie di uccelli protetti dalla Legge 157/92 e dalle Leggi regionali sulla protezione dell'avifauna selvatica, pertanto chi lo alleva deve essere in regola con le autorizzazioni e le normative vigenti della propria regione o della propria provincia di residenza.

Francesco Stuppello

Francesco Stuppello

Allevamento Ornitologico Amatoriale | R.N.A. 24AR
Allevo per passione LUCHERINI TESTANERA topazio, ancestrali e diluiti; CANARINI agata opale gialli e isabella opale gialli; CANARINI SCOTCH FANCY gialli, bianchi, verdi, ardesia, fawn e cinnamon; DIAMANTI DI GOULD. Sono un allevatore F.O.I. dal 2002, socio all'A.O. Cosentina dal 2006, dell'Orniexpò dal 2014 e dello Scotch Canary Club Italiano dal 2017. Nel mio Palmares ho collezionato: 120 primi, 95 secondi, 28 terzi, 6 campioni razza e 11 premi speciali.
Nelle grandi competizioni ho conseguito: 2 medaglie ai Campionati del Mondo, 9 ai Campionati Italiani, 7 alla Mostre Internazionali, 32 ai Campionati Regionali, 29 a Fringillia, 79 a Il Salone dei Fringillidi.
Info 366.1385153 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | Acquappesa (CS)| Calabria - Italia

Web designer freelance → siti internet, seo, social network, guide online e local search.
eosonline.it | calabriaportal.com | portalbird.com

BLOG | ULTIME PUBBLICAZIONI

ARTICOLI CORRELATI